venerdì 24 giugno 2011

IL CASINO DI CACCIA DI VILLA BORROMEO



Il nostro Belpaese è disseminato di piccoli gioielli che nei secoli sono stati costruiti per poter svolgere l'attività venatoria, oggi andiamo a Vimercate (MI) al Casino di caccia di Villa Borromeo che risale al 1460 circa. In una via del centro, via Piave, si nasconde dietro un portone di legno pesante, l'accesso al casino come fosse un giardino segreto. Si presenta come una compatta costruzione in laterizio e ciottoli di fiume, elementi tipici dell'architettura della zona, al cui interno però troviamo un ciclo di affrechi a tema venatorio: la caccia alla tesa (stagno), il cavaliere accolto nel giardino dell'amore, la caccia con il falcone e la caccia all'orso. Si tratta di una delle più importanti rappresenatazioni profane della Lombardia nella seconda metà del '400. Quindi un connubio tra la caccia e l'amor cortese, entrambi temi caldi del tardo gotico. Oggi è abitazione privata che apre le sue porte per ricevimenti e visite guidate, se siete nei paraggi o per curiosità visitate http://www.corterusticaborromeo/.






Elisa Mazzei

martedì 21 giugno 2011

Caccia alla migratoria in Toscana

Giornata di studio sulla migratoria in Toscana domani nella tenuta di San Rossore (PI) per un progetto di Federcaccia Toscana e Regione Toscana. Sarà un modo per definire le conoscenze e le tradizioni che ci legano alla migrazione dei volatili attraverso un cammino scientifico e culturale che pone le sue fondamenta però sul monitoraggio delle specie. Regina sarà la beccaccia. Sarà presente anche l'Assessore all'Agricoltura Caccia e Pesca della Provincia di Pisa Giacomo Sanavio.

lunedì 6 giugno 2011

A CACCIA CON IL BARONE RAMPANTE



.. Un necessario complemento umano gli mancava, nella sua vita di cacciatore: un cane. C'ero io, che mi buttavo per le fratte, nei cespugli per cercare il tordo, il beccaccino, la quaglia, caduti incontrando in mezo al cielo il suo sparo, o anche le volpi quando, dopo una notte di posta, ne fermava una a coda lunga distesa appena fuori dai brughi. Ma solo qualche volta io potevo scappare e raggiungerlo nei boschi...






Cosimo dunque andava a caccia quasi sempre da solo, e per recuperare la selvaggina ( quando non succedeva il caso gentile di un rigogolo che restava con le gialli ali stecchite appese ad un ramo), usava delle specie di arnesi da pesca: lenze con spaghi, ganci o rami, ma non sempre ci riusciva e alle volte una beccaccia finiva nera di formiche in fondo al roveto.






Ho detto finora dei compiti del cane da riporto. Perchè Cosimo faceva quasi soltanto caccia da posta, passando mattine e nottate appollaiate su di un ramo, attendendo che il tordo si posasse sula vetta di un albero, o la lepre apparisse in uno spazio di prato. Se nogirava a caso, seguendo il canto degli uccelli, o indovinando le piste più probabili delle bestie da pelo. E quando udiva il latrato dei segugi dietro la lepre o la volpe, sapeva di dover girare al largo, perchè quella non era bestia sua, di lui cacciatore solitario e casuale.






Italo Calvino Il barone rampante

giovedì 2 giugno 2011

RICHIAMI D'AMORE DEL LUCHERINO

Uno studio riguardo i fonogrammi, ovvero la visualizzazione dei richiami, del lucherino ha messo alla luce come ci siamo all'interno della loro sociatà dei canali di comunicazione privilegiati. Infatti le coppie si imitano a vicenda in modo da unificare il richiamo e rispondono solo al loro patner così che i flight calls funzionino come parole d'ordine. Finita la stagione della riproduzione i volatili formano gruppi per muoversi ed il meccanismo si estende in modo da creare una coesione di gruppo.