L’uomo che andava a caccia da sempre è stato accompagnato dal cane, ne sono testimonianza diversi reperti rupestri . Già nell’età del ferro venivano distinti in due grandi famiglie: il canis segulius europeo ed il canis vertragus orientale, entrambi seguivano la preda fino a quando il cacciatore riusciva a farla sua. Solo in tempi recenti sono stati formati cani secondo un canone estetico, nell’antichità erano le attitudini alla caccia le caratteristiche principali di ricerca. Ecco così che gli antichi Romani distinguevano i cani celeres che rincorrevano la selvaggina, i pugnaces che bloccavano ed attaccavano la preda ed i sagaces che trovavano la preda con il fiuto. Solo nella metà del XVI secolo si trovò una distinzione riguardante le caratteristiche generiche dei cani ad opera dell’inglese dott. Caius che scrisse il De canibus britannicus. Nasceva la prima classificazione ufficiale delle razze canine conosciute in Inghilterra. Fu poi la Francia che sviluppò nei secoli seguenti una scuola di cinegeti che svilupparono altre teorie sulla suddivisione delle razze. Si ricordano Buffon, Cuvier, Dechambre per la classificazione, ancora valida, delle razze canine secondo la morfologia della testa.
Tratto da Il grande libro dei cani da caccia.Le specie, la prima educazione, l’addestramento, le cure.., Giovanni De Vecchi Editore S.P.A., Milano, 2008
Visualizzazione post con etichetta caccia nel mondo. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta caccia nel mondo. Mostra tutti i post
martedì 1 dicembre 2009
lunedì 28 settembre 2009
GLI ESPERTI A CONFRONTO SUI “BENEFICI ECOLOGICI ED ECONOMICI DELLA CACCIA”
WINDHOEK. Namibia - Il World Forum of the Future of Sport Shooting Activities (WFSA) haorganizzato dal 14 al 17 settembre 2009 una conferenza internazionale sui “Benefici ecologici edeconomici della caccia”. Più di 60 rappresentanti, di oltre 20 paesi, si sono riuniti per discutere efare il punto della situazione alla luce dei più recenti studi scientifici, dibattiti e riflessionisull’impatto ambientale ed economico della caccia e del settore venatorio sulle realtà locali deisingoli Stati.La conferenza ha visto riuniti eminenti scienziati e professionisti del settore, rappresentanti deiGoverni e dirigenti del mondo del tiro e delle associazioni di categoria di tutto il mondo. Le diverserealtà e problematiche rappresentate hanno reso particolarmente vivo ed intenso il dibattito,consentendo un proficuo scambio di informazioni.Nel corso della sessione di apertura, il Ministro Willem Konjore, parlando a nome del Presidentedella Namibia, S.E. Presidente Pohamba, ha dichiarato che “la fauna selvatica del paeserappresenta una risorsa naturale che, come si è visto, se gestita opportunamente attraverso igame ranch ed utilizzata in modo sostenibile con attività di caccia al trofeo a pagamento, hatutte le potenzialità per diventare uno dei maggiori beni rinnovabili del paese”.Ben ventisei sono stati gli interventi da parte dei relatori che hanno presentato studi scientifici sullacaccia e sulla gestione dell’habitat naturale e della fauna selvatica (nonché sugli aspetti economicilegati alla caccia ed all’attività venatoria in genere), relazioni tecniche, dati sull’impatto ambientaleed economico, metodologie di gestione della fauna selvatica e nuove teorie sul ruolo della caccia edell’attività venatoria.”Speriamo vivamente che i vari interventi e le relazioni che pubblicheremo riescano a convincerel’ambiente politico e legislativo dei singoli paesi del contributo vitale che la caccia e l’attivitàvenatoria, in generale, apportano alla tutela dell’ambiente ed alla salvaguardia delle economielocali” ha dichiarato Ted Rowe, Presidente del WFSA.Le principali conclusioni della Conferenza possono così sintetizzarsi:1. La caccia e l’attività venatoria assicurano un equilibrio tra la popolazione faunistica el’intero ecosistema;a. E’ stato dimostrato che la caccia tutela le specie in via d’estinzione.2. La caccia e l’attività venatoria presuppongono e sostengono un ecosistema sano edequilibrato a beneficio di tutti;a. La caccia e l’attività venatoria apportano benefici ben 30 volte superiori rispetto ai safarifotografici.3. La caccia e l’attività venatoria hanno un ampissimo impatto economico, particolarmenterilevante per le comunità rurali.a. La caccia e l’attività venatoria sono un importante strumento nella lotta alla povertà.Il Ministro per l’Ambiente ed il Turismo della Namibia, l’on. Nandi-Netumbo Ndaitwah, hasottolineato, nel corso della cerimonia di chiusura che “storicamente, la caccia costituisce unadelle attività economiche di maggior rilevanza in tutto il mondo” ed ha appoggiato in pieno leconclusioni della Conferenza con le seguenti parole: “Auguro a tutti voi di ottenere i massimirisultati nel vostro impegno per la promozione del tiro sportivo e della caccia nel mondo”.Il WFSA ritiene che questa conferenza costituirà un punto di partenza e di riferimento per unastretta e proficua collaborazione tra i legislatori di tutto il mondo e le associazioni di categoria.Per maggiori informazioni potete contattare il WFSA al seguente indirizzo di posta elettronica:wfsa.secretariat@anpam.orgIl WFSA - World Forum on the future of Sport Shooting Activities - è un organismo internazionaleche dal 1996 rappresenta oltre centomilioni di praticanti in tutto il mondo e raccoglie le maggioriassociazioni mondiali legate al settore del tiro sportivo e della caccia. Dal 1998 è una ONGriconosciuta dall’ONU.
Tratto da www.ladeadellacaccia.it
Tratto da www.ladeadellacaccia.it
Etichette:
attività venatoria,
benefici caccia,
caccia nel mondo,
wfsa
Iscriviti a:
Post (Atom)