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domenica 26 giugno 2011
martedì 21 giugno 2011
Caccia alla migratoria in Toscana
Giornata di studio sulla migratoria in Toscana domani nella tenuta di San Rossore (PI) per un progetto di Federcaccia Toscana e Regione Toscana. Sarà un modo per definire le conoscenze e le tradizioni che ci legano alla migrazione dei volatili attraverso un cammino scientifico e culturale che pone le sue fondamenta però sul monitoraggio delle specie. Regina sarà la beccaccia. Sarà presente anche l'Assessore all'Agricoltura Caccia e Pesca della Provincia di Pisa Giacomo Sanavio.
lunedì 6 giugno 2011
A CACCIA CON IL BARONE RAMPANTE

.. Un necessario complemento umano gli mancava, nella sua vita di cacciatore: un cane. C'ero io, che mi buttavo per le fratte, nei cespugli per cercare il tordo, il beccaccino, la quaglia, caduti incontrando in mezo al cielo il suo sparo, o anche le volpi quando, dopo una notte di posta, ne fermava una a coda lunga distesa appena fuori dai brughi. Ma solo qualche volta io potevo scappare e raggiungerlo nei boschi...
Cosimo dunque andava a caccia quasi sempre da solo, e per recuperare la selvaggina ( quando non succedeva il caso gentile di un rigogolo che restava con le gialli ali stecchite appese ad un ramo), usava delle specie di arnesi da pesca: lenze con spaghi, ganci o rami, ma non sempre ci riusciva e alle volte una beccaccia finiva nera di formiche in fondo al roveto.
Ho detto finora dei compiti del cane da riporto. Perchè Cosimo faceva quasi soltanto caccia da posta, passando mattine e nottate appollaiate su di un ramo, attendendo che il tordo si posasse sula vetta di un albero, o la lepre apparisse in uno spazio di prato. Se nogirava a caso, seguendo il canto degli uccelli, o indovinando le piste più probabili delle bestie da pelo. E quando udiva il latrato dei segugi dietro la lepre o la volpe, sapeva di dover girare al largo, perchè quella non era bestia sua, di lui cacciatore solitario e casuale.
Italo Calvino Il barone rampante
lunedì 19 aprile 2010
Cinghiali in Provincia di Pisa: Con il Controllo Venatorio sui Cinghiali, 60% di danni in meno.
Da due anni la Provincia di Pisa ha messo in atto un programma di controllo e contenimento di cinghiali, responsabili della maggior parte dei danni all'agricoltura. I dati resi noti in questi giorni hanno ampiamente dimostrato il successo di questi provvedimenti che hanno ridotto le spese del 60%: dai 180mila euro del 2007 si è passati ai 70mila del 2009.Un Piano strordinario di Controllo delle squadre di caccia ha affiancato, durante questi due anni, la gestione ordinaria della specie ad opera degli ATC con all'attivo 1228 interventi contro 529 dell'anno passato.
Come ha infatti dichiarato Giacomo Sanavio, assessore alla difesa della fauna, "le misure di gestione ordinaria e straordinaria adottate dalla provincia di Pisa si sono basate da una parte, sulla necessità di intervenire per prevenire e risolvere le situazioni di conflitto con metodologie efficaci ed adatte alle condizioni ambientali del nostro territorio, attraverso gli strumenti attuabili ai sensi dell'art. 37 della Legge regionale 3/94. La novità delle misure adottate e la necessità di costruire sinergie e collaborazioni tra vari soggetti non ha impedito di raggiungere, fin dal primo anno, dei buoni risultati".
tratto da http://www.cacciapassione.com/
Come ha infatti dichiarato Giacomo Sanavio, assessore alla difesa della fauna, "le misure di gestione ordinaria e straordinaria adottate dalla provincia di Pisa si sono basate da una parte, sulla necessità di intervenire per prevenire e risolvere le situazioni di conflitto con metodologie efficaci ed adatte alle condizioni ambientali del nostro territorio, attraverso gli strumenti attuabili ai sensi dell'art. 37 della Legge regionale 3/94. La novità delle misure adottate e la necessità di costruire sinergie e collaborazioni tra vari soggetti non ha impedito di raggiungere, fin dal primo anno, dei buoni risultati".
tratto da http://www.cacciapassione.com/
lunedì 12 aprile 2010
LA CACCIA DEL PANANTI
Le aste, i fischi, le reti, gli zimbelli,
le furberie, le belle prese io canto,
che sono al tempo che passan gli uccelli
dal polo dell’equatore, a giovan tanto,
dando sì pronto, e a così piccol costo
un amabile spasso, e un buono arrosto.
Così canta della caccia Filippo Pananti,poeta nato a Ronta nel Mugello nel 1766, nel Preambolo al poemetto didascalico “Il Paretaio” datato 1801. Fu educato in collegio a Pistoia, poi si laureò in giurisprudenza a Pisa ma la sua avversione per l’arte legale lo portò a girovagare per l’Europa. Girò la Francia, la Spagna l’Olanda e l’Inghilterra. Dopo un soggiorno londinese durato 10 anni decise di imbarcarsi per la Sicilia con in mente un viaggio per la Grecia e nel Levante ma vanne rapito dai pirati algerini e solo grazie al console britannico liberato. Una vita quindi movimentata e cosmopolita ma nei suoi versi possiamo sempre cogliere lo spirito arguto e scanzonato dei toscani.
Elisa Mazzei
le furberie, le belle prese io canto,
che sono al tempo che passan gli uccelli
dal polo dell’equatore, a giovan tanto,
dando sì pronto, e a così piccol costo
un amabile spasso, e un buono arrosto.
Così canta della caccia Filippo Pananti,poeta nato a Ronta nel Mugello nel 1766, nel Preambolo al poemetto didascalico “Il Paretaio” datato 1801. Fu educato in collegio a Pistoia, poi si laureò in giurisprudenza a Pisa ma la sua avversione per l’arte legale lo portò a girovagare per l’Europa. Girò la Francia, la Spagna l’Olanda e l’Inghilterra. Dopo un soggiorno londinese durato 10 anni decise di imbarcarsi per la Sicilia con in mente un viaggio per la Grecia e nel Levante ma vanne rapito dai pirati algerini e solo grazie al console britannico liberato. Una vita quindi movimentata e cosmopolita ma nei suoi versi possiamo sempre cogliere lo spirito arguto e scanzonato dei toscani.
Elisa Mazzei
domenica 21 febbraio 2010
IL NOCE DI DIANA

Un' antica leggenda lega la figura della Dea della caccia all'albero di noce. Un giorno Apollo che viaggiava per le terre della Laconia, fu accolto in casa da Anfitea e dalle sue tre figlie: Orfe, Lico e Caria. Le fanciulle ricevettero da lui doni profetici a condizione che non tradissero mai gli dei e non cercassero di sapere ciò che non le riguardava. Dionisio poi si innamorò di Caria e le sorelle incuriosite cominciarono a spiarlo, rompendo così il voto fatto ad Apollo, il quale le fece impazzire prima e poi le mutò in rocce. A Caria toccò una sorte differente, Dionisio infatti la trasformò in un noce dai frutti fecondi. Siccome spettò ad Artemide raccontare la storia ai Laconi le fu dedicato un tempio con colonne in legno scolpite con sembianze femminili, poi dette cariatidi.
Elisa Mazzei
lunedì 15 febbraio 2010
PORTA A PORTA A CACCIA DELL'ARTICOLO 38
Stasera si parlerà di caccia a Porta a Porta, in onda su Rai1 alle 23,15. Il tema scottante è infatti l'articolo 38 e le sue nuove disposizioni, saranno presenti in studio Franco Orsi, relatore del disegno di legge, Stefania Prestigiacomo, Ministro dell'Ambiente, Giuliano Tallone, Presidente LIPU, Angelo Bonelli, Presidente dei Verdi, Onorevole Gabriele Ciamaduro, Presidente Italia dei Valori ed il Presidente di Federcaccia Gianluca dell'Olio.
Elisa Mazzei
Elisa Mazzei
giovedì 4 febbraio 2010
L'ORTO DI FEBBRAIO
Ecco qualche indicazioni riguardo alle operazioni da compiere nel mese di Febbraio secondo il Sesto Caio Baccelli: arieggiare nelle ore più calde le protezioni per impedire la formazione della condensa, causa dei marciumi su molti ortaggi. Fino alla fine del mese si seminano: fave, piselli(nani, mezzarama e rampicanti). Si piantano agli asparagi, cipolle, scalogno, topinambur. A fine mese, all'aperto, in luoghi riparati si seminano: bietole da orto e da coste, cavolo cappuccino primaverile, cipolle, radicchio da taglio e spinaci.
Buon lavoro a tutti!
Elisa Mazzei
Buon lavoro a tutti!
Elisa Mazzei
martedì 26 gennaio 2010
NOVITA' VENATORIE IN TOSCANA
Numerose novità per la caccia in Toscana. Licenziate le nuove norme in materia venatoria: il testo sarà sottoposto al voto la prossima settimana. “La pianificazione del prelievo degli ungulati” si legge su Il Tirreno del 21 gennaio “sarà affidato alle province, con la possibilità di autorizzarne l’abbattimento in qualsiasi periodo dell’anno in caso di danni all’agricoltura”. Lo stesso dicasi per l’abbattimento mirato per storno, tortora orientale dal collare e piccioni di città. Strumento di riferimento, il Piano faunistico venatorio provinciale. Anche il corpo di polizia municipale supporterà le guardie giurate, forestali e campestri delle Comunità Montane per quanto riguarda la vigilanza. Approvata inoltre la legge di modifica del calendario venatorio; la caccia sarà aperta dalla terza domenica di settembre al 31 gennaio. Tra le novità per la caccia al cinghiale, invece, l’obbligo per i cacciatori di indossare indumenti ad alta visibilità.
Articolo tratto da www.ladeadellacaccia.it
Articolo tratto da www.ladeadellacaccia.it
martedì 1 dicembre 2009
LA CACCIA ED IL CANE
L’uomo che andava a caccia da sempre è stato accompagnato dal cane, ne sono testimonianza diversi reperti rupestri . Già nell’età del ferro venivano distinti in due grandi famiglie: il canis segulius europeo ed il canis vertragus orientale, entrambi seguivano la preda fino a quando il cacciatore riusciva a farla sua. Solo in tempi recenti sono stati formati cani secondo un canone estetico, nell’antichità erano le attitudini alla caccia le caratteristiche principali di ricerca. Ecco così che gli antichi Romani distinguevano i cani celeres che rincorrevano la selvaggina, i pugnaces che bloccavano ed attaccavano la preda ed i sagaces che trovavano la preda con il fiuto. Solo nella metà del XVI secolo si trovò una distinzione riguardante le caratteristiche generiche dei cani ad opera dell’inglese dott. Caius che scrisse il De canibus britannicus. Nasceva la prima classificazione ufficiale delle razze canine conosciute in Inghilterra. Fu poi la Francia che sviluppò nei secoli seguenti una scuola di cinegeti che svilupparono altre teorie sulla suddivisione delle razze. Si ricordano Buffon, Cuvier, Dechambre per la classificazione, ancora valida, delle razze canine secondo la morfologia della testa.
Tratto da Il grande libro dei cani da caccia.Le specie, la prima educazione, l’addestramento, le cure.., Giovanni De Vecchi Editore S.P.A., Milano, 2008
Tratto da Il grande libro dei cani da caccia.Le specie, la prima educazione, l’addestramento, le cure.., Giovanni De Vecchi Editore S.P.A., Milano, 2008
mercoledì 11 novembre 2009
IL CACCIATORE DELL' 11 NOVEMBRE
La poesia di Carducci ci piace per tanti motivi ma soprattutto per la sua capacità descrittiva nel raccontare questo periodo autunnale magico. E poi ha quest’immagine molto bella del cacciatore, degli odori e colori..
La nebbia a gl'irti colli
piovigginando sale,
e sotto il maestrale
urla e biancheggia il mar;
ma per le vie del borgo
dal ribollir de' tini
va l'aspro odor de i vini
l'anime a rallegrar.
Gira su' ceppi accesi
lo spiedo scoppiettando:
sta il cacciator fischiando
sull'uscio a rimirar
tra le rossastre nubi
stormi d'uccelli neri,
com'esuli pensieri,
nel vespero migrar.
San Martino, Giosuè Carducci
Fotografia scattata da Elisa Mazzei
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