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domenica 21 febbraio 2010

IL NOCE DI DIANA


Un' antica leggenda lega la figura della Dea della caccia all'albero di noce. Un giorno Apollo che viaggiava per le terre della Laconia, fu accolto in casa da Anfitea e dalle sue tre figlie: Orfe, Lico e Caria. Le fanciulle ricevettero da lui doni profetici a condizione che non tradissero mai gli dei e non cercassero di sapere ciò che non le riguardava. Dionisio poi si innamorò di Caria e le sorelle incuriosite cominciarono a spiarlo, rompendo così il voto fatto ad Apollo, il quale le fece impazzire prima e poi le mutò in rocce. A Caria toccò una sorte differente, Dionisio infatti la trasformò in un noce dai frutti fecondi. Siccome spettò ad Artemide raccontare la storia ai Laconi le fu dedicato un tempio con colonne in legno scolpite con sembianze femminili, poi dette cariatidi.


Elisa Mazzei

lunedì 14 dicembre 2009

LA MITOLOGIA DELLA CACCIA: DIANA

Diana, nella mitologia romana, è la dea della caccia (corrispondente alla graca Artemide).
Il suo culto è di origine italica, fu infatti una delle principali divinità della Lega Latina che si radunavano attorno al suo santuario. Una volta che Roma istituì la sua egemonia sul Lazio si annesse al culto di Diana erigendo un tempio in suo onore sull’Aventino. Nel culto privato era venerata dalle donne come protettrice dei parti, delle giovani spose ma fu dea anche dei cacciatori, degli agricoltori, della plebe e dei servi. Era considerata custode della verginità e della purezza e si rappresentava con la luna a causa della sua triformità, paragonata alle fasi lunari, in antitesi con la solarità, e la sua connessione con gli inferi ( cioè di giorno era Diana, di notte la luna e negli inferi Proserpina). Viene raffigurta come cacciatrice, vestita di lunghe vesti, arco e feretra. Diana è anche la stella che appare all’alba verso oriente ed il segnale che viene dato alle truppe all’alba, in marina è il turno che va dalle 4 alle 8 del mattino.

Elisa Mazzei