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venerdì 14 ottobre 2011

Coniglio alla cacciatora con gâteaux di peperoni e piselli e frappa di anice e borragine




INGREDIENTI PER 4 PERSONE



500 g di coniglio disossato
• 100 g di pomodori pelati
• 1 rametto di rosmarino
• 1 rametto di salvia
• 2 spicchi di aglio in camicia
• 1/2 bicchiere di vino bianco secco
• olio extravergine di oliva
• sale
• pepe di mulinello






PER I GâTEAUX:
• 100 g di piselli
• 100 g di peperoni
• 2 cucchiai di farina
• 2 tuorli
• 100 g di panna fresca
• 5 g di cipolla
• olio extravergine di oliva
• sale
• pepe nero






PER LA FRAPPA:
• 1 uovo
• 1 cucchiaio di strutto
• 1 cucchiaio di borragine, già lessata e frullata
• 1 cucchiaino di anice
• farina
• olio di semi per friggere
• sale






Preparate i gâteaux: cuocete al forno il peperone, quindi sbucciatelo, eliminate i semi e le nervature interne e mettetelo nel vaso del frullatore con 1 tuorlo, 1 cucchiaio di farina, 50 g di panna e una presa di sale. Frullate il tutto, quindi versate il ricavato in quattro stampini di silpat (tessuto di vetro rivestito in silicone, flessibile e antiaderente, resistente a temperature fino a 280 °C). Cuocete i piselli con l’olio, la cipolla, sale e pepe; unite il tuorlo rimasto, la farina e la panna rimasti, salate, pepate, frullate il tutto e mettete anche questo composto in altri quattro stampini di silpat. Mettete tutti gli stampini in una teglia con poca acqua e cuocete al vapore o nel forno chiuso a 100 °C per 40 minuti. Sfornate e mettete i gâteaux a raffreddare in frigorifero.Preparate la frappa: incorporate tutti gli ingredienti con la farina necessaria a ottenere un impasto consistente; fatelo riposare 1 ora, quindi tirate la sfoglia, tagliatela a strisce e friggetele in abbondante olio di semi molto caldo.Preparate il coniglio: in una casseruola fate rosolare nell’olio l’aglio, il rosmarino, la salvia; unite il coniglio a pezzi, salate, pepate e cuocete per 10 minuti a fuoco vivace, poi continuate la cottura a fiamma lenta. Quando sarà ben rosolato aggiungete il vino, fate sfumare, unite i pomodori spezzettati e cuocete per pochi minuti. Disponete nei piatti individuali il coniglio, sformate al suo fianco un gâteau di peperoni e uno di piselli, sopra adagiate un paio di frappe e servite subito.




ORIGINE:UMBRIA
CHEF:Adolfo Trippini


giovedì 15 settembre 2011

SANT'UBERTO



Domenica 11 Settemre 2011, eliminazioni del torneo Sant'Uberto

venerdì 4 febbraio 2011

A CACCIA DI PREMI LETTERARI

Ci piace oggi stuzzicarvi con un concorso letterario per racconti a tema venatorio, con la possibilità di esprimersi in più lingue, quelle che si trovano sulle Alpi a rafforzare l' unione che l'esercizio dell'attività di caccia ha nelle tradizioni ed esperienze di un territorio... a voi impugnare la penna e buona fortuna!

VI EDIZIONE PREMIO LETTERARIO GIACOMO ROSINI a Riva del Garda il 26 marzo 2011

STORIE DI CACCIA E DI VITA IN MONTAGNA CONCORSO INTERNAZIONALE APERTO ALLE LINGUE DELL’ARCO ALPINO
Il Circolo Ars Venandi propone la sesta edizione del Premio Giacomo Rosini, Concorso Letterario per racconti venatori aperto a scrittori di tutte le lingue dell’arco alpino. L’esercizio venatorio costituisce una delle attività tradizionali, condivise e vissute dalle popolazioni alpine attraverso le medesime esperienze; in montagna, come insegna Mario Rigoni Stern, i cacciatori ed i pastori non conoscono confini e sanno comunicare emozioni e sentimenti al di sopra delle barriere linguistiche.

Le vicende delle donne e degli uomini in montagna, il loro rapporto con il territorio, gli animali e la caccia sono i temi sui quali si chiede ai partecipanti di esprimersi in un confronto fra lingue materne diverse. Il Concorso, per sua naturale vocazione, vuole essere strumento di dialogo e non di competizione, pur con il doveroso riconoscimento per le storie più significative e per il talento letterario, infatti, saranno premiati a pari merito cinque racconti.
La migliore gratificazione per i partecipanti sarà la pubblicazione dei racconti vincitori e segnalati in unico volume plurilingue che diventerà la testimonianza tangibile di un originale evento letterario a respiro europeo. La Premiazione avverrà a Riva del Garda il 26 marzo 2011 alle ore 18.00 presso il Quartiere Fieristico ed il termine ultimo per la presentazione dei racconti è fissato per il 31 gennaio 2011.
Tutte le modalità per la partecipazione sono contenute nel Bando di Concorso allegato
Osvaldo Dongilli Presidente Ars Venandi

tratto da http://www.cacciapassione.com/eventi-di-caccia/1648-vi-edizione-premio-letterario-giacomo-rosini-a-riva-del-garda-il-26-marzo-2011.html

mercoledì 20 ottobre 2010

DIANA A GALIGA




Nel numero di Diana, la Natura la Caccia di Ottobre sei pagine dedicate alla nostra attività.
Buona lettura!

Elisa Mazzei







































































mercoledì 22 settembre 2010

I SENSI DELLA CACCIA

Al buon cacciatore non sfuggano le notizie che ci arrivano da una ricerca inglese ( pubblicate sul Corriere della sera del 21 Settembre 2010)che sottolinea come molte specie animali hanno un modo di comunicare che non riguarda solo la vista. Ci sono infatti i rapaci notturni che per prendere di sorpresa i roditori hanno sviluppato un piumaggio particolare che non produce utrasuoni, i quali servono come comunicazione tra i roditori notturni. Gli uccelli poi hanno un recettore in più rispetto all'uomo che permette loro di vedere il blu, il rosso, il verde ed anche la luce ultravioletta. I conigli sono invece presbiti, cioè vedono bene da lontano e male da vicino e così via..grat

venerdì 20 novembre 2009

DIZIONARIO DEI TERMINI DI CACCIA #1

Abbeverata: il fatto degli animali che vanno a berein certe ore determinate della giornata. Ore dell'abbeverta quelle che, specie gli uccelli vengono all'acqua 2 ed anche tre volte al giorno. Gli uccelli piccoli vanno a bere la mattina da le 10 a le 11, il pomeriggio da le 14 a le 15 ed un ora e mezzo prima del tramonto. Altri uccelli vanno due volte sole un pò prima ed un pò dopo ma sempre dopo la pastura.

Abboccare: far entrare l'acqua dentro gli stivaloni o le scarpe da bocca, ossia parte superiore di tali calzature

Aggirare:tr. detto di come vale postarsi in modo di fronte al cacciatore che l'animale puntato debba volare la parte del padrone. In toscana, meno bene forse, dicono anche Rigirare.

Canizza: abbaiare concitato di una muta di cani che insegue la preda.


Alcuni termini sono presi da un antico dizionario dei termini di caccia della lingua italiana di P.Farini, ecco il motivo dell'italiano arcaico.

mercoledì 4 novembre 2009

A CACCIA DI NOTIZIE


Vero è che ci muoviamo da poco nella comunicazione all’interno del mondo venatorio ma è con gioia che leggiamo sempre più notizie riguardanti approfondimenti e dibattiti sul tema caccia. Sappiamo infatti che il primo muro da abbattere è l’ignoranza, intesa come non conoscenza, del mondo venatorio. Siamo felici di vedere che non siamo gli unici a pensare così: si terrà infatti, come da decenni accade, l’annuale assemblea delle associazioni venatorie dell’arco alpino sud-orientale. Quest’anno si tratterà il tema : Conflitti e consensi verso il mondo della caccia:il ruolo della comunicazione e ad ospitare l’assemblea sarà il nostro Trentino. A tutti in bocca al lupo per la riuscita e buon lavoro!

Elisa Mazzei
Fotografia scattata in Azienda Agrituristico Venatoria Galiga da Elisa Mazzei

sabato 31 ottobre 2009

CURIOSITA’ DI CACCIA

Siamo sempre alla ricerca di novità, così cercando ispirazione passeggiavo per le pagine di internet e sono inciampata in qualcosa di interessante e curioso. La notizia è questa: nel bergamasco esiste un telegiornale tutto incentrato sulle tradizioni del territorio quindi la caccia con approfondimenti sui i trasporti ed il traffico. I giornalisti parlano in dialetto, sottotitolato in italiano. La cadenza del telegiornale è settimanale e coprirà, come prima fase il Veneto e la Lombardia. Lontano da noi è giudicare ma con spirito antropologico ci possiamo avventurare e vedere come le tradizioni siano ben radicate nelle persone, in modo particolare quando i venti di crisi soffiano. E così si cercano i gesti che hanno accompagnato l’infanzia o la vita intera, quelli dei nonni, genitori, zii come a cercare la sicurezza consolidata della tradizione, che ci protegge dai venti freddi come il focolare domestico.


Elisa Mazzei

domenica 18 ottobre 2009

DETTO DEL GIORNO

Domenica, 18 Ottobre, San Luca

" San Luca, la palomba è perduta"

sabato 17 ottobre 2009

A CACCIA DI PROVERBI

L'ingordo cane che due lepri caccia, ben presto d'ambedue perde la traccia.

venerdì 2 ottobre 2009

IL CACCIATORE DI PROFESSIONE

La caccia nelle nostre campagne, per tradizione è legata al mondo contadino, cioè alla vita del podere. Era infatti un esercizio fondamentale per la sopravvivenza ma c'è da ricordare un aspetto fondamentale ovvero che la coltivazione del podere creava un ambiente adatto alla selvaggina stanziale e migratoria. Il podere occupava areee molto vaste di territorio ed era molto diffuso così da creare una vastissima superficie molto adatta alla caccia. Era un'area geografica che comprendeva la Toscana, l'Emilia Romagna, l'Umbria, le Marche e parte del Lazio ( regioni che hanno una tradizione venatoria molto radicata). L'esercizio della caccia poteva diventare anche lavoro con la figura del cacciatore di mestiere, di solito un giovane ribelle che decideva di cambiare vita perché rifiutava le logiche di sottomissione del “capoccia” o del “padrone”. La sua ribellione nasceva come critica sia al ruolo del capofamiglia la cui parola era legge, che da un mondo mezzadrie anacronistico. Abbandonata la casa paterna egli si costruiva un capanno ( su modello ed esperienza del capanno di caccia) e si dedicava alla pesca, alla raccolta di frutti selvatici, alla caccia sfruttando quanto la natura poteva offrire. La sua conoscenza del territorio e dell’attività venatoria gli permettevano di accompagnare i signori cittadini durante le battute di caccia per farli divertire e raggiungere un carniere importante. Il periodo storico in cui si colloca la sua figura è di grandi cambiamenti sia sociali che territoriali: le grandi bonifiche e il forte inurbamento hanno portato ad una diminuzione drastica della selvaggina (stanziale e migratoria) così da ridurre molti tipi di caccia determinando il tramonto anche della figura del cacciatore di mestiere.