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lunedì 16 gennaio 2012

CACCIA A GALIGA SU DIANA









Un ringraziamento particolare alle bellissime fotografie di Marco Leonardi e Diana per le parole usate per descrivere la nostra azienda! Per altro naturalmente consigliamo la lattura del mese di Gennaio della storica rivista di caccia, portata a nuova luce da GEA edizioni.


































































giovedì 11 novembre 2010

A CACCIA CON IL FALCO


La falconeria è una delle più antiche pratiche della caccia tanto da essere difficile datare il su inizio, quel che è certo è che nel Medioevo l’uso dei rapaci era riservato alle fasce sociali più importanti. Infatti il falco è un animale alto ed aggressivo così da risultare perfetto status symbol del nobile. Ogni gradino della scala sociale aveva il suo rapace di riferimento: l’imperatore aveva l’esclusiva dei falconi più nobili come l’aquila reale, il falco pellegrino mentre le altre classi nobili potevano usare i lanari, gli astori ed le nobildame ed i prelati i piccoli rapaci. Fino all' Età Moderna è stato protagonista del costume, della politica e del mondo culturale( vengono scritti trattati scientifici, è presente in molte opere di letterature e nella stipula dei trattati, nelle doti..). La falconeria era quasi scomparsa prima della Prima Guerra Mondiale ma già dopo la seconda Guerra Mondiale alcuni appassionati cominciarono a diffonderla nuovamente, in questi ultimi anni sta rinascendo anche grazie all’approccio diretto che il pubblico può avere con le svariate rievocazioni storiche, feste medioevali etc.. La cosa che più affascina è la sfida che l’uomo intraprende nell’allevare il rapace, il rapporto tra i due ha infatti un fascino indiscusso: una volta lanciato il falco vola libero in cielo e può decidere se tornare o meno nelle mani del cacciatore oppure scegliere la libertà. Per costruire questo rapporto basato sulla fiducia l’uomo dovrà dedicarsi al rapace con costanza e determinazione rinunciando di certo a molto tempo libero. Per chi si vuole approcciare a quest’ antica ars venandi ci sone delle associazioni di falconeria che organizzano corsi per diventare falconiere.


Elisa Mazzei
fotografia di Elisa Mazzei

mercoledì 22 settembre 2010

I SENSI DELLA CACCIA

Al buon cacciatore non sfuggano le notizie che ci arrivano da una ricerca inglese ( pubblicate sul Corriere della sera del 21 Settembre 2010)che sottolinea come molte specie animali hanno un modo di comunicare che non riguarda solo la vista. Ci sono infatti i rapaci notturni che per prendere di sorpresa i roditori hanno sviluppato un piumaggio particolare che non produce utrasuoni, i quali servono come comunicazione tra i roditori notturni. Gli uccelli poi hanno un recettore in più rispetto all'uomo che permette loro di vedere il blu, il rosso, il verde ed anche la luce ultravioletta. I conigli sono invece presbiti, cioè vedono bene da lontano e male da vicino e così via..grat

giovedì 8 luglio 2010

I CONSIGLI DEL VECCHIO CACCIATORE #2

IL VESTITO DEL CACCIATORE

Il vestito del caciatore deve essere semplice e comodo, non pesante nè impacciante i liberi movimenti delle membra. Preferibile è ancora il nostro vecchio e classico abito alla cacciatora, di stoffa di filo per l'estate, di fustagno e di velluto di cotone per l'autunno e per l'inverno fornito di poche tasche esterne. In generale nella giacca bastano due tasche laterali, ampie e profonde fino all'orloinferiore di essa e chiuse da alette con bottone. Due tasche sul petto in avanti delle ascelle, più strette delle precedenti, ma profonde anch'esse provviste di alette con bottone; grande tasca formante il carniere, in corrispondenza deli reni accessibile da due aperture longitudinali. Internamente tasche a piacere.

Tratto da I consigli del vecchio cacciatore, Milano, Il cacciatore italiano, via Bagutta 6

giovedì 24 giugno 2010

QUAGLIE IN UMIDO

Dal libro di ricette VECCHIA BRIANZA IN CUCINA

burro ed olio
pancetta tritata
erbe aromatiche (salvia, timo, maggiorana, pochissimo ginepro e lauro)
vino bianco secco

Pulire e spennare le quaglie, mettere al loro interno sale,pepe,un pò di erbe aromatiche con la pancetta tritata infarinarle. Rosolate olio e burro e fare colorire le quaglie, bagnatele con vino bianco, salare, coprire e fare cuocere a fuoco moderato per 20 minuti. Se accompagnati da polenta abbondare in grassi e aggiungere all'olio ed al burro rosolati un pò di pancetta.

lunedì 14 giugno 2010

DE ARTE VENADI CUM AVIBUS



Scritto da Federico II di Svevia tra il 1240-1250 in lingua latina è un manuale per l’allevamento dei rapaci nel quale tratta di nutrizione, medicina ed addomesticamento degli stessi. Nel Medioevo la caccia con i falchi era una dichiarazione di appartenenza ad un alto rango delle classi sociali. Il trattato è però un opera incompiuta a causa della prematura morte di Federico. Nello scritto il sovrano eleva l’arte venandi cum avibus a filosofia di vita. Infatti quando il giovane divenne re fu addestrato, come costume, ad ogni tipo di caccia compresa la falconeria, trovando numerose lacune nei testi della sua gioventù volle porvi rimedio scrivendo di suo pugno un trattato. La considerò la più alta espressione della caccia e ne subì il fascino per tutta la vita tanto da spendere ingenti capitali per i suoi animali quanto per i falconieri che lo seguivano ovunque andasse ed anche per la costruzione delle sue residenze e riserve di caccia personali. Cioè luoghi in cui poter compiere le esibizioni di grandi cacciate per compiacere la sua posizione da una parte e dall’altra esprimere il suo potere.

giovedì 3 giugno 2010

QUAGLIA ALLA FIORENTINA

Dopo le delizie della cucina francese ci sembra doveroso proporvi un tipico modo di cucinare la quaglia della cultura culinaria fiorentina.. insomma vi proponiamo ad una gara gastronomica, a voi il divertimento!

INGREDIENTI PER 4 PERSONE:
-8 quaglie
-8 fettine di pancetta
-50 gr burro
-mazzetto di aromi (prezzemolo,timo, alloro)
-vino bianco
-brodo
-8 fette di pane
-olio di oliva
-sale e pepe q.b.


Pulire le quaglie, pepate e salate il loro interno quindi fasciate i petti con le fette di pancetta. Fermate con uno spago che servirà anche per unire le cosce al corpo. Posizionatele in una casseruola di coccio con il burro, 3 cucchiai di olio ed ilmazzetto di aromi e fate rosolare bene a fiamma viva.
Quando saranno ben colorite bagnatele con il vino e quando sarà evaporato totalmente proseguite la cottura aggiungendo un pò di brodo ogni tanto.
Quando le quaglie saranno tenerissime togliete tutti gli aromi, slegatele e servitele con il loro sughetto ( se fosse troppo liquido addensatelo con della farina) su dei crostoni abbrustoliti ed invuppatevi velocemente nel brodo da una sola parte.

Si consiglia, con la cacciagione da penna vini corposi, dall'ampio bouquet, moderatamente invecchiati (3-4 anni): adatto è il Chianti Rufina.. naturalmente di produzione dei Fratelli Grati!
buon appetito!



ricetta tratta da Il libro della vera cucina fiorentina di Paolo Petroni, edizioni Il centauro, firenze 1994.